Nato a Cesena (FC) nel 1997, il Gruppo Brai rappresenta oggi l'evoluzione e la sintesi di quarant'anni di attività nel settore dell'autotrasporto e della logistica.
Il viaggio è iniziato nel lontano 1965, quando Salvatore Brai decise di fondare "L’Autofrigo", azienda specializzata nel trasporto di derrate alimentari.
In brevissimo tempo Brai diventa indiscusso partner di riferimento per i più importanti marchi internazionali come Unilever e Kraft, toccando “mostri sacri” come Invernizzi e Galbani, raggiungendo perfino Motta e Kellogg's. Questa lunga e felice esperienza è giunta a una svolta nel 1997, quando, come nelle sfide più impegnative, Brai ha scelto di diventare un vero e proprio pioniere italiano del noleggio di veicoli commerciali ed industriali per tutte le aziende e privati.
L’idea del noleggio a Salvatore Brai è venuta nel 1976, quando si trasferì con gli uffici dei trasporti di fianco alla Autostrada A14 – corsia Nord, dove si trova attualmente.
Essendo una proprietà di 60.000 Mq di terreno, era necessario avere attrezzature per la sua lavorazione (trattore cingolato, trattore gommato, erpice, aratro…etc); a Brai venne l’idea di chiedere a noleggio tali attrezzi ai contadini vicini (visto che tutti ne erano già provvisti) in modo da non dover affrontare un grosso investimento per un utilizzo così ridotto nell’arco dell’anno (in agricoltura tali attrezzi vengono utilizzati solo per circa 1 mese continuativo) – per questo motivo gli agricoltori devono sopportare grossi costi nell’acquisto di attrezzature.
Dopo che la sua proposta non fu accolta, Brai si vide purtroppo costretto ad acquistare tutto il necessario.
Ecco quindi che, facendo un rapido calcolo, in 32 anni di attività il trattore gommato acquistato nuovo ha lavorato un totale di 1000 ore, ovvero 100 giorni, mentre il trattore cingolato solamente 300 ore, ovvero 30 giorni.
Alla luce di quest’ultima considerazione, si può comprendere quante spese inutili si potrebbero evitare ricorrendo al noleggio.
«In questi anni di attività – spiega Salvatore Brai, fondatore del Gruppo – ho avuto modo di comprendere che ogni azienda, piccola o grande che sia, ha bisogno di noleggiare veicoli o attrezzature. Durante la mia carriera ho verificato con mano, che il noleggio è la scelta più vantaggiosa per le aziende e il privato».
Alla NoloBrai, che si è sempre distinta per la sua elevatissima specializzazione, sono occorsi pochi anni per passare da un parco macchine di 30 mezzi ad oltre 150 veicoli attuali, diversi per dimensioni, portate e allestimenti, ma tutti con la medesima finalità: soddisfare ogni tipo di esigenza del cliente.
«Il noleggio – prosegue Salvatore Brai – garantisce grandi risparmi. Chi possiede un veicolo ha una serie di spese fisse e variabili, come riparazioni in officina ed extra, senza tenere conto del costo di acquisto che fiscalmente si riesce a detrarre solamente secondo l’ammortamento del mezzo. Con il noleggio invece la detrazione è pari al 100 % e non c’è bisogno di impegnarsi finanziariamente come nel caso dell’acquisto, ma si avranno comode rate di locazione diluite nel tempo. L’autocarro inoltre è sempre in ottime condizioni, senza rischi per chi noleggia: questo è senza dubbio un valore aggiunto, per garantire la massima sicurezza per tutto l’arco della attività prevista, motivo per cui offriamo i nostri servizi anche ad aziende italiane che devono trasportare all’estero. Nei nostri anni di attività abbiamo servito e speriamo di servire nuovamente grosse società di catering al servizio dei grandi colossi come Ferrari, Fiat, Alfa Romeo, Lancia, per la partecipazione ai saloni fieristici europei (Ginevra, Parigi, Francoforte, etc)».
Secondo il Gruppo Brai il noleggio, di cui è leader italiano dal ’97, è quindi il futuro del trasporto, anche se i passi da compiere sono ancora numerosi.
«L’Italia non ha ancora sviluppato una vera cultura del noleggio – continua Salvatore Brai – rispetto ad una diffusione molto più capillare nel resto d’Europa. L’Inghilterra, per esempio, nel ‘97 noleggiava l’ 87 % delle attrezzature e dei mezzi presenti sul mercato, mentre l’Italia era solo all’ 11 %; la Francia è ancora più evoluta, così come la Germania. Purtroppo il nostro paese è ancora molto indietro, anche perché permane in modo radicato l’idea della ‘proprietà’.
È anche vero, tuttavia, che vi sono realtà italiane, che operano a livello mondiale, che hanno scelto già da tempo il noleggio, apprezzandone i vantaggi, noleggiando addirittura dal Pc al TIR, riservando la liquidita’ al fabbisogno dell’azienda.
“Se esplodesse la cultura del noleggio e riuscissimo a prestare tale servizio per 11 mesi l’anno anziché 9 , potremmo assicurare un risparmio del 20-25 % al cliente».

«Attualmente noi noleggiamo al 70 % i nostri mezzi; se aumentasse la cultura del noleggio e riuscissimo a portarlo fino al 90 %, si abbatterebbero ulteriormente i costi, portando benefici in termini di risparmio, di qualità del servizio e di produttività».
PROFILO SPORTIVO di SALVATORE BRAI
Brai Salvatore
Nato a Oristano il 06 maggio 1943
Salvatore Brai: un sardo 3 volte campione d’Italia
di Andrea Coco
da «Tuttosport» di lunedì 29 dicembre 1975
”Primi del gruppo 1: Brai-Rudy su Opel-Conrero”. Chi segue l’automobilismo sente spesso questa frase alla televisione e alla radio, oppure la legge sui giornali dopo un rally: pochi sanno però, che il pilota della Opel (tre volte campione italiano) è sardo.
Salvatore Brai, infatti è nato a Oristano 32 anni fa; da tempo risiede con la moglie e due figli a Cesena, dove dirige un’azienda di trasporti frigoriferi. Ha cominciato a correre non più giovane e la sua prima partecipazione significativa a una competizione automobilistica risale al '69. Con una Lancia Fulvia HF, Brai partecipò quell’anno al Rally “Alpe della Luna” e in ben due prove speciali fece segnare tempi migliori di Amilcare Ballestrieri, allora “ufficiale” Lancia.
In seguito si è cimentato con l’Autobianchi “A 112” e con l’Alpine Renault “a 110”, “facendosi le ossa” su auto quasi strettamente di serie come quelle dei gruppi 1 e 3. È approdato quindi alla Opel con la quale, ormai da anni, costituisce un valido binomio.
Proprio con la vettura tedesca, preparata dal torinese Virgilio Conrero, Brai e Rudy, vincono il loro primo titolo italiano nel 1972, conquistando la Coppa Csai per i rally nazionali. Nello stesso anno si piazzano al secondo posto (sempre del gruppo 1) nell’europea Mitropa Cup.
Uno dei periodi migliori di Salvatore Brai è comunque il '73 quando il pilota sardo bissa il successo dell’anno precedente conquistando la Coppa riservata stavolta ai rally internazionali. In quell’anno l’Opel Ascona di Brai-Rudy è lo spauracchio in qualsiasi rally: l’equipaggio della marca tedesca è temuto da tutti, addirittura per le vittorie assolute. E in effetti, ad onta della nutrita presenza di vetture del gruppo 4 (gran turismo al limite della preparazione) Brai-Rudy conquistano il decimo posto assoluto a San Marino; il 5° in Sicilia; il 9° all’isola d’Elba; il 7° al “4 Regioni” e 11° alle “Alpi Orientali”. Innumerevoli sono ovviamente le vittorie di categoria e il pilota sardo diventa nuovamente campione italiano.
Lo scorso anno Salvatore Brai ha avuto una stagione assai ridotta per motivi di lavoro e ha dovuto accontentarsi soltanto di qualche sporadica apparizione nei più famosi rally nazionali. Le sue prestazioni risentono naturalmente della scarsa preparazione e i risultati non arrivano.
Molti pensano che ormai Salvatore Brai stia tramontando o sia comunque destinato a non essere più il primo attore dei rally. E invece è soltanto un anno di stasi, di “riflessione” forzata che non incide sul suo carattere.
Il '75 (forse la sua stagione migliore), infatti lo vede di nuovo alla partenza di tutti i più impegnativi rally ed alla fine il vincitore del gruppo 1 è ancora il binomio Brai-Opel.
Quest’anno, tra l’altro Brai e Rudy si sono piazzati sesti all’isola d’Elba; quinti a San Giacomo di Roburent (Torino) e sesti a Pavia. Sono tutti risultati eccezionali, dunque, se si pensa che nel gruppo 1 ben poche sono le modifiche ammesse per il motore e la carrozzeria.
Quando una vettura gruppo 1 come quella di Brai-Rudy si piazza quinta o sesta assoluta (vincendo la sua classe) in un rally, e si lascia dietro magari le potenti “Stratos”, le Alpine e Fiat Abarth del gruppo 4, è segno che macchina, pilota e navigatore sono davvero fuori dal normale. E Brai-Rudy eccezionali lo sono davvero: due campioni che dopo la vittoria di quest’anno, hanno per il '76 l’unica ambizione di passare alla guida di vetture del gruppo 2, le turismo ai limiti dell’elaborazione. Se i loro desideri si attueranno, Bray-Rudy potrebbero costituire un serio pericolo per lo stesso fuoriclasse Munari.
Risultati conseguiti:
Periodo di attività:
Tipo di gare affrontate:
Gare valide per i campionati:
Auto guidate:
Scuderie:
Curiosità:
Nel '73 la Fiat e nel '75 l’Alfa si sono ritirate a metà campionato, per superiorità della coppia Brai-Opel.